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Laboratorio Teatrale

Metodologia di lavoro

Dal 1996 il Laboratorio Teatrale è basato sul metodo dell’improvvisazione. Il corso propone la stimolazione di fantasia, creatività ed il potenziamento della propria capacità comunicativa. Viene privilegiata la creazione collettiva. S’intende in questo modo non portare ad un teatro di “primi attori” ma, attraverso la realizzazione di un obiettivo comune, accrescere il senso di socialità attraverso la comunicazione artistica. Gli incontri prevedono una fase pre-espressiva ( training fisico e vocale ) ed una parte propriamente inerenti gli elementi della struttura drammaturgica ( training teatrale ) che ha il momento di verifica nello spettacolo di fine anno scolastico.

Creazione collettiva sul tema del “buio”. Lo spettacolo è nato dalla riflessione sulle esperienze personali dei ragazzi partecipanti al laboratorio e dall’osservazione del reale. Si è inoltre attinto alle opere di alcuni autori ( in particolare Baudelaire, Anacreonte e Ginsberg ). I temi affrontati hanno portato alla ribalta gli “abitatori della notte”: prostitute, guardiani notturni esasperati dalle richieste d’improbabili avventori, maghi e spiritisti imbroglioni, speaker radiofonici alle prese con misteriosi “Pirati dell’etere” ed una donna assassinata per mano del suo amante. Le tecniche impiegate hanno portato a risultati onirici ed allucinatori, armoniosamente altalenati da spunti ironici e divertenti.
Metodo : Improvvisazione ( singola e di gruppo )
Tecnica: mimo, espressione corporea, teatro d’attore e d’ombra.
Partecipanti : 16 allievi del laboratorio teatrale
Classi : dalla 1a alla 5a
Coordinamento : Prof.ssa Milvia Risaliti e Prof.ssa Patrizia Valenza.
Regia : Nadia Galbiati

Liberamente ispirato all’omonimo libro di racconti di Stefano Benni ( in particolare: “Californian crawl”, “La traversata dei vecchietti”, “Priscilla Mapple e il delitto della II C”, “Autogrill horror” I ragazzi hanno lavorato su alcuni punti fondamentali:

  1. Trovare un’adeguata trascrizione scenica dello stile surreale e fumettistico di Benni.
  2. Rapportarsi al linguaggio del Musical ( là dove il testo originale potesse permettere un tale tipo d’interpretazione ).
  3. Sorprendere lo spettatore attraverso la frattura logico - lineare degli eventi rappresentati.

Quest’ultimo obiettivo ha dato vita all’intreccio imprevedibile delle trame dei racconti presi a soggetto con conseguente spiazzamento dello spettatore che, secondo l’intento degli interpreti, avrebbe dovuto “riorganizzare” mentalmente gli eventi per ricostruirne le singole trame.
Metodo : Improvvisazione ( singola e di gruppo ) Tecnica : Grottesco e teatro d’attore. Partecipanti : 21 allievi del laboratorio teatrale Classi : dalla 1a alla 5a Coordinamento : Prof.ssa Milvia Risaliti Regia : Nadia Galbiati

Ispirato al tema “la donna e l’amore nell’opera di William Shakespeare”. Particolare riferimento è stato fatto alle opere : “Romeo e Giulietta”, “Macbeth”, “Amleto”, “Le allegre comari di Windsor”, “Antonio e Cleopatra”, “Othello”. Nella messa in scena realizzata dai ragazzi, la vicenda ha avvio con due compagnie d’attori che si fronteggiano innanzi al pubblico, ciascuna a sostegno della propria tesi: per i comici la migliore produzione di Shakespeare si ha nelle Commedie mentre per gli Accademici non c’è alcun dubbio che il repertorio di Tragedie e Drammi rappresenti la vera essenza dell’autore. A “suon di battute”, dimostrazioni, dispetti e tiri mancini, gli attori cercano di dimostrare al pubblico la veridicità delle proprie convinzioni ma tutto culminerà in una gigantesca rissa finale perché la ragione “forse sta nel mezzo” anche se nessuno pare avvedersene.
Metodo : Improvvisazione ( singola e di gruppo ) Tecnica : clownerie, teatro d’attore. Partecipanti : 35 allievi del laboratorio teatrale. Classi : dalla 1a alla 5a Coordinamento : Prof.ssa Milvia Risaliti e Prof.ssa Daniela Broggi. Regia : Nadia Galbiati.

Lo spettacolo è ispirato al tema della visione nei suoi aspetti più disparati: dallo sguardo distorto di un ubriaco al punto di vista d’un gruppo di amici che osserva la realtà dall’alto di un grattacielo; dalle diverse interpretazioni che possiamo dare alle azioni di una sconosciuta alla prospettiva in cui gli animali vedono i loro padroni; dalla nostra immagine riflessa nello specchio alle fantasie di chi, disteso sul prato, scruta le nuvole da sott’insù. In questa altalena d’ispirazioni - tra fisica e ottica, tra psicologia e metafisica - è nato uno spettacolo che vuole essere una riflessione ironica e divertente sulla relatività delle cose e degli eventi stimolando lo spettatore ad acquisire un proprio “punto di vista” nell’approccio con la complessità della realtà circostante.
Metodo : Improvvisazione ( singola e di gruppo ) Tecnica : Teatro d’attore, espressione corporea. Partecipanti : 18 allievi del laboratorio teatrale. Classi : dalla 1a alla 4a Coordinamento : Prof.ssa Daniela Broggi. Regia : Nadia Galbiati.

Il termine paraphernalia sta ad indicare un cumulo di oggetti, cose ed effetti personali. Questa parola ci è parsa quindi ideale per dare il titolo ad uno spettacolo sul tema del “ricordo e della memoria”. Le immagini a cui si sono ispirati i ragazzi sono quelle degli oggetti che “parlano” del loro passato, delle persone che li hanno posseduti, delle relazioni tra gli eventi di cui gli “antenati” sono stati protagonisti. Crescita, vecchiaia, polvere, scarpe vecchie, rughe, valige, sedie a dondolo,... hanno suggestionato e guidato la ricerca dei neo-autori che, attraverso la rielaborazione del proprio “vissuto” hanno indagato i legami affettivi tra gli oggetti e le persone; parallelamente fonte d’ispirazione sono state le letture d’autori quali Emily Brontë, Simone De Beauvoir, Oscar Wilde, Ferdinando Pessoa e Pirandello. Dallo spettacolo emerge con chiarezza l’interazione esistente tra le “cose” concrete, tangibili, i luoghi, gli spazi come ponte con l’universo emozionale dell’uomo che li ha “abitati”. La messa in scena si è basata su un preciso obiettivo stilistico: la resa d’istanti dilatati e “sospesi” in uno spazio al di fuori del tempo contingente affinché lo spettatore ne ricevesse una sensazione di frattura ed astrazione dalla quotidianità.
Lo spettacolo ha partecipato alla 13a Rassegna “Teatro di ragazzi” promossa dai Comuni del Vimercatese
Metodo : Improvvisazione ( singola e di gruppo ) Tecnica : Mimo, espressione corporea, teatro d’ombra e d’attore, musica per flauto eseguita dal vivo. Partecipanti : 18 allievi del laboratorio teatrale. Classi : dalla 3a alla 5a Coordinamento : Prof.ssa Milvia Risaliti. Regia : Nadia Galbiati.

Lo spettacolo è la messa in scena del testo omonimo scritto da Sharman Macdonald. In uno scenario atemporale ed in un luogo imprecisato ( potrebbe essere Verona. Edimburgo o Dublino, New York o Liverpool. Potrebbe essere il 1500, il 1900, 2000 o 3000”, così recita la didascalia principale del testo ) due gruppi di ragazzi d’opposte fazioni, in abiti punk “elisabettiani”, danno vita ad una storia visionaria e passionale dove s’intrecciano i temi eterni dell’amore, della pace, della guerra e della violenza in un drammatico confronto alla vigilia del processo contro i quattro ( la balia Angelica, il servo Pietro, Frate Lorenzo ed il farmacista di Mantova ) accusati d’aver causato la morte di Romeo e Giulietta.
Nell’interpretazione della Macdonald la tragica vicenda dei due amanti di Verona assume nuove sfaccettature e viene smitizzata attraverso il punto di vista d’alcuni personaggi minori del testo shakespeariano.
Al gioco testuale ed alla destrutturazione del mito Romantico s’accompagna, nelle nostre intenzioni una pungente rivisitazione della realtà attuale con riferimento alle guerre fratricide che da ormai troppo tempo insanguinano il mondo, causate spesso dall’ignoranza e dall’ottusità degli adulti.
Lo spettacolo ha partecipato alla 14a Rassegna “Teatro di ragazzi” promossa dai Comuni del Vimercatese e alla Rassegna Nazionale "Elisabetta Turroni" di Cesena.
Metodo : Analisi collettiva del testo e della messa in scena; studio ed interpretazione del personaggio, creazione del “CORO” e studio della sua funzione in relazione ai personaggi ed alla narrazione degli eventi. Elaborazione delle scene attraverso l’improvvisazione ( singola e di gruppo ). Tecnica : Percussioni dal vivo, danza e teatro d’attore. Partecipanti : 21 allievi del laboratorio teatrale. Classi : dalla 2a alla 5a Coordinamento : Prof.ssa Milvia Risaliti. Regia : Nadia Galbiati

La più divertente delle commedie plautine, giocata sul tema del doppio, è stata rielaborata ponendo l'attenzione sull'attualizzazione della vicenda e del linguaggio. Alla stesura del nuovo copione hanno partecipato collettivamente i giovani interpreti che hanno dato vitalità e freschezza al testo classico, rendendolo piacevolmente adatto al pubblico contemporaneo. E' nata così una nuova storia, fedele all'intreccio, ma ambientata a Chicago negli anni del proibizionismo.
Lo spettacolo ha partecipato alla 15a Rassegna "Un palcoscenico per i ragazzi" promossa dai Comuni del Vimercatese
Metodo : analisi collettiva del testo e della messa in scena, costruzione del personaggio , elaborazione delle scene attraverso l'improvvisazione singola e di gruppo. Tecnica: Teatro d'attore e interattivo Partecipanti : 14 allievi del laboratorio teatrale Classi : dalla 2a alla 5a Coordinamento: prof.ssa Milvia Risaliti Regia: Nadia Galbiati

Poesie, opere teatrali e scene della vita di Federico Garcia Lorca si materializzano e prendono vita nella calda notte d'agosto che precede la fucilazione. Immagini oniriche e suoni gitani, flamenco e corrida sono delicatamente evocati dal poeta spagnolo in una girandola di forme, colori e voci che giungono al cuore di chi "sa ascoltare" perché ispirate agli eterni temi che accompagnano la vita di ognuno di noi: l'amore, il viaggio, la morte, la giustizia e la libertà. Poeta "sovversivo" e antifascista, Lorca verrà fucilato all'alba del 18 agosto del '36. I passi più suggestivi delle opere ed i momenti salienti della vita del poeta sono stati per i ragazzi fonte d'ispirazione che li ha guidati alla scrittura di riflessioni e frasi poetiche che nel testo dello spettacolo si uniscono alla voce di Lorca e dei suoi personaggi. Attraverso improvvisazioni e l'uso dell'espressione corporea si è arrivati alla definitiva stesura del testo e all'allestimento finale. La scena è volutamente spoglia ed essenziale per lasciare spazio all'immaginazione e alle infinite potenzialità evocatrici della "parola", vera protagonista dello spettacolo.
Lo spettacolo ha partecipato alla 16a Rassegna "Un palcoscenico per i ragazzi" promossa dal Comune di Bellusco
Metodo : Letture di lettere , poesie ed opere teatrali dell'autore, scelta dei testi da mettere in scena , creazione delle scene attraverso l'improvvisazione e il movimento. Tecnica: Teatro d'attore, danza, musica dal vivo Partecipanti: 16 allievi del laboratorio teatrale Classi: dalla 1a alla 5a Coordinamento: prof.ssa Milvia Risaliti e prof.ssa Daniela Broggi Regia : Nadia Galbiati

Idea originaria
Copione : Il malato immaginario di Molière ( editore Einaudi Torino1979 introduzione e traduzione di Cesare Garboli ). Il testo è stato scelto per la molteplicità dei personaggi che offre agli interpreti e per l’equilibrio dei ruoli che s’alternano sulla scena; in tal senso ci è sembrato ideale per un gruppo di teatro-scuola. Pur preservando gli aspetti salienti del copione, vi sono state apportate modifiche e tagli affinché apparisse adatto al pubblico contemporaneo: l’obiettivo è stato quello di conferire un ritmo più frizzante e sciolto . Si è scelto di omettere i due intermezzi previsti da Moliére ( la pantomima di Teatro all’Italiana e l’intermezzo di danze Moresche ) per valorizzare il testo parlato rispetto alle parti di pantomina e musica. Quest’ultima riveste infatti una minima parte e fa capolino nel finale in cui si è mantenuta la scena burlesca della parodia della Tesi di Laurea.
Metodologia di lavoro
Lettura collettiva del copione; ideazione collettiva dei costumi e della scenografia; presentazione teorica dei caratteri delle Maschere della Commedia all’Italiana;.studio, attraverso improvvisazioni, dei tratti salienti di alcuni “tipi” della Commedia dell’Arte (nello specifico Medici e Ciarlatani ). I ragazzi, singolarmente o a gruppi ( a seconda delle esigenze di scena ) hanno elaborato il proprio “personaggio” e la sua funzione nell’intreccio sulla base di suggerimenti forniti dalla regista, ma in un percorso personale che ha lasciato spazio ad arricchimenti ed idee degli stessi interpreti. Soprattutto si è spinto in una direzione che conferisse freschezza e modernità ai caratteri senza stravolgerne le caratteristiche salienti.
Note di regia
Rosa shocking, verde pistacchio e giallo melone; tovaglie maculate ed elementi kitch. E mentre da un lato della scena trova spazio un improbabile salottino, con poltrone gonfiabili da spiaggia, dall’altro troneggia un letto a baldacchino rifinito con stravaganti lenzuola colorate : ecco gli elementi scenografici che rimandano in un lampo all’allegro mondo di Cartoonia grazie all’effetto di forme e colori. In questo mondo da fumetto, dall’aria un po’ surreale - che vuole anche sottolineare la bizzarra “deformazione mentale” di Argan, il malato immaginario - si muovono allegramente i personaggi della commedia . Argan, il protagonista, è convinto di essere molto malato e si fa spennare da medici, farmacisti e ciarlatani. Attorno a lui ruotano gli altri personaggi: la moglie, la figlia, la serva, alcuni con buone , altri con cattive intenzioni. Tutto si risolve in un finale spumeggiante e al contempo paradossale. L’aspetto simbolico del colore entra in gioco anche nella caratterizzazione dei personaggi: ad una gamma di colori è associato il “carattere” del personaggio in un codice espressivo elementare che reinventa i costumi delle Maschere della Commedia dell’Arte ( le quali hanno ampiamente influenzato le opere di Molière ).
In questo modo il pubblico riconosce immediatamente i “tipi” e ne deduce il ruolo nell’intreccio: bianco e azzurro per la coppia degli innamorati ( Angelica e Cleante ), tessuto maculato per la spregiudicata moglie di Argan, particolari rossi per l’esuberante servetta ( Antonietta ) e così via. I costumi arricchiti di trine e pizzi ( per richiamare gli elementi della classicità ) vedono, per le figure femminili, un bizzarro gioco di “ribaltamento” dei cerchi delle sottogonne che, posti a vista sopra le culotte, conferiscono un aria futuristica-burattinesca mentre, per gli uomini, echi di sembianze comico-animalesche s’insinuano tra tessuti e trine così che vediamo muoversi sulla scena medici-calabroni, dottori-coleotteri e notai-corvi. A queste trovate s’accompagna un altrettanto grottesca interpretazione degli attori che “disegnano” con cura ciascun personaggio. Il ruolo della musica è minimo poiché si è voluto dare ampio risalto al testo parlato.
Personaggi e interpreti

Argan Niccolò Contrino Ermanno Leoni

Belina Laura Oprandi

Angelica Giulia Settanni

Antonietta Erika Befana

Luisona Alessandra Corno

Beralda Antonietta Schizzo

Alda Elisa Colombo

Cleante Giuseppe Distefano

Prof Cagherai Roberto Stucchi

Tommaso Cagherai Davide Ianni

Prof Fecis Francesco Zaccaria

Dott Aulenti Alessia Candido

Notaio Bonafede Claudia Brizzolati

Falso medico Beatrice Nigri

Dottori e professori Elisa Tremolada Alice Brambati Alice Pirola Chiara Santavenere Valentina Dean Ilaria Ronchi

2004-05 SOGNO DI UNA NOTTE D'ESTATE

Liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Daniel Pennac.
Nel 2006 lo spettacolo ha partecipato alla XIII Rassegna Teatro della Scuola di Bagni di Lucca ed alla rassegna “Un palcoscenico per i ragazzi” promossa dai Comuni del vimecatese.

Sintesi
Un professore severissimo ed un po’ strano, un papà fantasma, una prostituta psicologa, tre alunni adolescenti con un tema da svolgere per punizione : questo l’esordio e poi… i grandi si trasformeranno in bambini e gli adolescenti all’improvviso diventano adulti.
I risultati e gli equivoci si possono immaginare.

Lo spettacolo, giocato in chiave comica attraverso l’inversione di ruolo, vuole essere una riflessione sui dubbi legati alla crescita degli adolescenti ed al loro rapporto con il mondo degli adulti.
Ma è anche un monito per gli adulti affinché non smarriscano le emozioni ed i ricordi della loro infanzia perché come dice il severissimo professor Castagna “i bambini “sono enigmi luminosi” e “immaginazione non significa menzogna”.

Metodo di lavoro
Dopo la lettura del romanzo se ne sono scelte alcune parti significative e, attraverso la tecnica dell’improvvisazione singola e di gruppo, sono state create le singole scene poi montate in uno unico testo drammaturgico.

Alunni partecipanti
N° 24 dalla classe 1a alla 5a

Regia
Nadia Galbiati

Insegnanti referenti per il coordinamento
Prof.ssa Milvia Risaliti e Prof.ssa Daniela Broggi.

Liberamente ispirato a 4 racconti di Stefano Benni : “il Dottor Niù” , “ Diario delle vacanze”, “il destino di Gaetano” e “il DIDITI’, o drogato da telefonino”. I racconti sono contenuti in “Bar sport duemila” e “Dottor Niù” editi da Feltrinelli.

Nel 2007 lo spettacolo è stato segnalato alla XIV Rassegna Teatro della Scuola di Bagni di Lucca e alla rassegna Nazionale di Serra San Quirico.
Nello stesso anno ha partecipato alla rassegna “Un palcoscenico per i ragazzi” promossa dai comuni del vimercatese.

Sintesi
“Game over “ prende in giro in chiave ironica la cosiddetta civiltà del “NEW”, l’invadenza dei mass media e la dipendenza dai mezzi tecnologici. In una scena essenziale si muovono personaggi in cerca di se tra umorismo e pura follia, tra lapsus e piccole pazzie . Un caleidoscopio di storie, racconti e monologhi dove niente è quello che sembra ed il caos della mente regna sovrano.

Metodo di lavoro:
Lo spettacolo è il coronamento di un progetto annuale che ha avuto come tema la “pantomima”, cioè “il racconto per immagini” ; il lavoro teatrale che ha voluto mettere in risalto non solo il viso e la voce dell’attore ma l’espressività del corpo nella sua interezza. E’ una tecnica stilizzata che richiede buona capacità immaginativa da parte del pubblico e che può fare a meno di costumi e scenografie. Lo stile di scrittura iperbolico ed assurdo di Stefano Benni è stato scelto poiché ottimamente si presta ad essere rappresentato attraverso la tecnica della pantomima ed il risultato finale ne è stata un’eccellente trasposizione scenica.

Alunni partecipanti
N° 19 dalla classe 1a alla 5a

Regia
Nadia Galbiati

Insegnanti referenti per il coordinamento
Prof.ssa Milvia Risaliti e Prof.ssa Daniela Broggi

2007 AFTER JULIET (replica)

Replica del dramma di Sharman Macdonald per il Trentennale del Liceo.

Lo spettacolo, precedentemente rappresentato nel 2001 aveva conseguito, lo stesso anno, un importante riconoscimento vincendo il “PREMIO PER IL PROGETTO DI DIDATTICA TEATRALE” con la partecipazione al “IV° Festival Nazionale del teatro scolastico Elisabetta Turroni” promosso dal comune di Cesena e dalla EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE.
 

2007-08 UN BACIO E' UNA CHIOCCIOL@ ROSA TRA ROSSANA E HOTMAIL

Liberamente ispirato al “Cyranò De Bergerac” di Rostand ed al romanzo “Elogio alla bruttezza” di Loredana Frescura ( ed. Fanucci, collana teens ).

Nel 2008 lo spettacolo ha partecipato alla rassegna “Un palcoscenico per i ragazzi” promossa dai comuni del vimercatese.

Sintesi
Storie d’amore e rivalità al Liceo Rostand dove tra s.m.s., giochi di ruolo e chat line si sviluppa l’impossibile amore di Cyranò per la bella studentessa Rossana. Una serie di personaggi grotteschi fa da sfondo alla vicenda: i bulli della scuola, le latiniste anonime e le trendy girls come riflesso d’una certa cultura giovanile d’oggi.
A partire dal sistema di comunicazione dell’epoca di Rostand ( le lettere ) si è stimolata una divertente riflessione sull’uso dei mezzi informatici che creano il nuovo gergo tipico dei giovani d’oggi e sulla sua ricaduta nella gestione delle relazioni affettive tra coetanei ( in particolare nel corteggiamento).
Parallelamente si è voluto sottolineare l’eterno conflitto tra l’essenza e l’apparenza soprattutto nella nostra società dell’immagine dove spesso il look è tutto ed alla “bellezza dell’anima” si favorisce la “stupidità del bello”. La portata anticonformista di Cyranò è stata comunque mantenuta in tutta la sua forza dirompente anche nel rifiuto dei soprusi e nella rivendicazione della propria diversità, nella lotta contro l’ipocrisia e l’appiattimento delle idee.

Metodo di lavoro
Lo spettacolo è nato da un lavoro drammaturgico d’attualizzazione del testo in parte attraverso le improvvisazioni singole e di gruppo e in parte attraverso un lavoro di analisi e riscrittura del copione di Rostand ed del romanzo della Frescura.

Alunni partecipanti
N° 29 dalla classe 1a alla classe 5a

Regia
Nadia Galbiati

Insegnanti referenti per il coordinamento
Prof.ssa Milvia Risaliti e Prof.ssa Daniela Broggi

2008-09  NON E' CHE NON MI FIDI DI TE...

Sintesi

La ricerca della libertà, l’aprirsi di nuovi orizzonti culturali, lo sbocciare di nuove relazioni sentimentali e amicizie… adolescenti alle prese con genitori sull’orlo di una crisi di nervi. L’età più esplosiva e le relazioni con la famiglia vista attraverso gli occhi degli adolescenti.

Idea originaria e Metodologia di lavoro
Improvvisazione singola e di gruppo a partire dal vissuto personale dei ragazzi e da testi preesistenti di autori vari. L’idea è nata da varie letture per adolescenti di autori vari (poesie, racconti brevi, romanzi) e da testi originali creati dagli allievi

Alunni partecipanti
N° 21 dalla classe 1a alla classe 5a

Regia
Nadia Galbiati

Insegnanti referenti per il coordinamento
Prof.ssa Daniela Broggi e Prof.ssa Susanna Manfrin

2009-10  NON E' CHE NON MI FIDI DI TE...
REPLICA… CON VARIAZIONI SUL TEMA

Sintesi

La ricerca della libertà, l’aprirsi di nuovi orizzonti culturali, lo sbocciare di nuove relazioni sentimentali e amicizie… adolescenti alle prese con genitori sull’orlo di una crisi di nervi. L’età più esplosiva e le relazioni con la famiglia vista attraverso gli occhi degli adolescenti.

Idea originaria e Metodologia di lavoro
Improvvisazione singola e di gruppo a partire dal vissuto personale dei ragazzi e da testi preesistenti di autori vari. L’idea è nata da varie letture per adolescenti di autori vari (poesie, racconti brevi, romanzi) e da testi originali creati dagli allievi

Alunni partecipanti
N° 13 dalla classe 1a alla classe 5a ed ex alunni

Regia
Nadia Galbiati

Insegnante referente per il coordinamento
Prof.ssa Daniela Broggi

2010-11  COME TOGETHER!

Sintesi

La storia di un gruppo di collegiali nell'Italia degli anni '60 e della loro professoressa fuori dagli schemi. Accompagnati dalla rivoluzionaria musica dei Beatles, le ragazze riusciranno a cogliere il messaggio anticonformista che l'insegnante vuole trasmetter loro? Come together! vuole essere un inno al pensiero libero, volto a sviluppare la coscienza degli studenti ed a comunicare loro il desiderio di spingersi oltre le apparenze e di scegliere per sé e per la propria vita.

Idea originaria e Metodologia di lavoro
L'idea è nata dalla lettura del romanzo Monna Lisa smile del Debora Chiel e dalla visione dell'omonimo film di Mike Newell e dell'Attimo Fuggente di Peter Weir, quindi, attraverso l'improvvisazione singola e di gruppo, sono state create le varie scene che hanno dato vita al copione definitivo.

Lo spettacolo, andato in scena la sera del 26 maggio 2011 e replicato per la scuola la mattina del 27 maggio 2011, ha partecipato alla 24° rassegna "Un palcoscenico per i ragazzi" promossa dai comuni del Vimercatese.

Alunni partecipanti
N° 18 dalla classe 1a alla classe 5a
Regia
Nadia Galbiati

Insegnante referente per il coordinamento
Prof.ssa Daniela Broggi

 

2011-2012 MA CHE BETH!?!

Sintesi

Una scalcinata compagnia di attori è alle prese con le prove per la rappresentazione del MACBETH. Alcuni incidenti si susseguono lasciando un alone di mistero. Esiste realmente la maledizione che colpirà coloro che intendono mettere in scena questo famoso “dramma scozzese”?

 

Idea originaria e Metodologia di lavoro

L’idea è nata dai ragazzi, che, dopo aver visionato il “Macbeth” del registra R. Polanski, hanno deciso di mettere in scena un lavoro che andasse al di là della tragedia shakespeariana, attraverso una sorta di metateatro, ma che della tragedia shakespeariana mantenesse l’idea della sete di potere e dei mezzi leciti e non per raggiungerlo. Le varie scene sono state create, come sempre, attraverso l’improvvisazione singola e di gruppo, fino al raggiungimento del copione definitivo.

 

Lo spettacolo, andato in scena la sera del 30 maggio 2012 e replicato per la scuola la mattina del 31 maggio 2012, ha partecipato alla 14a rassegna "Franco Agostino Teatro Festival di Crema".

 

Alunni partecipanti
N° 16 dalla classe 1a alla classe 5a
Regia
Nadia Galbiati

Insegnante referente per il coordinamento
Prof.ssa Daniela Broggi

 

 

SPETTACOLO A.S. 2012-1013

 

 

 

2012-13 L'INFERNO E LA BELLEZZA

                                               L'INFERNO E LA BELLEZZA

 

 

        ISPIRATO A “LE BEATRICI” DI STEFANO BENNI, LO SPETTACOLO METTE IN SCENA “L'INFERNO”   DEL NOSTRO TEMPO ( LA SOLITUDINE, L'INQUINAMENTO GLOBALE, L'ICOMUNICABILITA', IL CROLLO DEI VALORI... ) IN QUESTI  “GIRONI “ IL PUBBLICO E' CONDOTTO DA UNA STRAVAGANTE  BEATRICE CHE,  AL SEGUITO DI UNA COMPAGNIA DI SALTIMBANCHI, E' UN PERSONAGGIO SFUGGITO ALL'AUTORE PER RIVENDICARE IL PROPRIO DIRITTO A VIVERE LA VITA IN MODO CONSAPEVOLE. DA QUESTO PUNTO DI VISTA BEATRICE CI SPRONA QUINDI AD USCIRE DALLA PASSIVITA' ED A PENSARE CON LA NOSTRA TESTA AL FINE DI COSTRUIRE UN FUTURO MIGLIORE: IL NOSTRO PARADISO, LA “BELLEZZA” PERCHE LA VITA E' ANCHE QUESTO.

 

 

2015-16 COME LISISTRANA

COME LISISTRATA

 

Dalla famosa commedia di Aristofane, una rivisitazione in chiave moderna dello scontro fra uomini e donne per rivendicare il proprio diritto all’amore e alla pace. In primo piano il ruolo delle donne e l’accettazione finale della vita di entrambi i sessi . Il tutto in chiave ironica ed ambientato sul fantastico  pianeta Arcadia.

 

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